RIFLESSIONE SUL DIALOGO INTERRELIGIOSO

Secondo Incontro: 6-8.1.1983 (Kobe)

Arrivati il 6 gennaio sera alla casa regionale dei Saveriani a Kobe, l'incontro si e' svolto dal 7 mattino all'8 mezzogiorno. Presenti in 14: 5 Saveriani, 5 del Pime, 3 missionarie saveriane e una del COE.

Prima relazione: P.L.Menegazzo, "Il dialogo Interreligioso dopo il Vaticano II"
Premessa di alcuni passi della S.Scrittura (Sap. 7,27; Gv. 1,1ss) riguardanti l'azione di Dio su tutta l'umanita'. Commenta poi l'articolo di Mons. Rossano "Dialogo e Missione", apparso in "Il Regno-Documenti" (1981, n.15) e in "I Quaderni di Inforpime" (Nov. 1981, n.23, p.5).

Seconda relazione: P.Franco Sottocornola, "Il Dialogo Interreligioso come priorita' per le Chiese in Asia".
Commenta interventi dei papi, vescovi e organismi vari delle Chiese d'Asia che sottolineano il dialogo interreligioso come impegno prioritario in Asia. Riassume questi interventi in uno stampato di 7 pagine che viene distribuito. Note rilevanti da questi interventi:
a) Necessita' di inculturazione nell'ambiente asiatico per rendere il messaggio cristiano meglio comprensibile ai popoli d'Asia.
b) Dialogo interreligioso per un mutuo arricchimento e come cammino lungo la via dell'incontro di tutti gli uomini con Dio.
c) Il servizio ai poveri, il coinvolgimento nella difesa dei diritti umani, cosi' che la forza dell'esempio accompagni e autentifichi l'annuncio della Parola. Formazione di comunita' cristiane che vivano autenticamente il Vangelo.

Terza relazione: P.L.Bellini, "Il dialogo in Giappone oggi".
In Asia ci sono almeno 16 istituzioni per il dialogo interreligioso, di cui 4 in Giappone:
1. ORIENS Institute for religious research. (Tokyo, Padri di Scheut, P.Spae).
2. NCC Center for study of Japanese Religions (Kyoto, Chiesa Anglicana, Doi Masatoshi). Raccoglie materiale sulle religioni giapponesi e organizza incontri annuali nei principali centri religiosi. Riviste: "Deai", "Japanese Religions".
3. Sophia University, Institute for Oriental Religions. (Tokyo, Gesuiti: P.Dumoulin, P.Inmoos).
4. Nanzan University, Institute for Religions and Culture. (Nagoya, Verbiti: P.Van Braght, P.Vanderfels).
Altri nomi di persone interessate al dialogo interreligioso: Okumura, Lassalle, Oshida, Johnston, Kadowaki in campo cattolico. Ariga Tetsutaro, Takizawa Katsumu, Yagi Seichi, Honda Masaaki, tra gli altri cristiani. Nishida, Tanabe, Nishitani, tra gli studiosi buddisti che si interessano di Cristianesimo.
Note sul dialogo: Esso e' un'iniziativa quasi esclusiva dei cristiani, e l'atteggiamento dei non-cristiani non e' chiaro; sembra dubitino che esso sia un nuovo metodo di aggressivita' missionaria. Gli orientali fanno fatica a impostare discorsi accademici, per cui spesso si ritirano dagli incontri sentendosi inferiori.
In Asia si richiede diversita' di metodo per il dialogo, secondo le nazioni e le correnti religiose. Piu' che incontri accademici, necessita di una lunga esperienza di contatti e amicizie per un dialogo in profondita'. C'e' bisogno di una preparazione e programmazione a lungo termine. Per questo si nota l'importanza dei centri di ricerca e informazione.

Quarta relazione: P.A. Allegrini, "Il dialogo interreligioso, cosa fare, come fare?"
P. Allegrini commenta gli articoli di Mons. H.Teissier, "Possibilita' ed elementi di un direttorio per il dialogo" (Bulletin del Segretariato per i non-cristiani, n.41-42, 1979; Quaderni di Inforpime, n.23, p17ss) e di P. H. Le Saux, "La dimensione profonda del dialogo interreligioso" (Quaderni di Inforpime n.23, p.37ss).
Note: Non basta fare il dialogo quando c'e' l'occasione, ma l'occasione bisogna cercarla. Fare il dialogo in modo che serva a noi e agli altri per avvicinarci di piu' a Dio.
Apertura e interesse dei giapponesi per il Cristianesimo, facilita' di dialogo con chiunque.
La Chiesa giapponese dovrebbe interessarsi un po' di piu' al dialogo; anche la Conferenza dei Superiori Regionali degli istituti missionari e religiosi. Preparare i cristiani perche' possano fare il dialogo interreligioso nel loro ambiente.

Quinta relazione: P. L. Soletta, P. C. Cavagna, "Una esperienza di dialogo nello Zen".
P. Soletta parla in modo particolare della preghiera nei monasteri Zen. Importanza del pregare insieme. Condividere l'esperienza religiosa e' il piu' alto grado di dialogo.
Perche' fare Zen? Non basta la preghiera cristiana? Oggi c'e' una espansione di coscienza e ci sono necessita' spirituali nuove e piu' profonde. Anche dalle discipline orientali possiamo ricevere un aiuto alla vita spirituale.
P. Cavagna parla della sua esperienza di qualche anno, come ha cominciato, effetti che si ottengono, difficolta' che si incontrano, ecc. Distribuisce uno stampato "La via dello Zen e la via cristiana", preso dal libro di P. Lassalle "Zen meditation for Christians", p.129ss.

Programma per il futuro:
Alla fine si constata il desiderio di tutti di continuare questo lavoro di gruppo Saveriani-Pime e vengono fatte le seguenti proposte:

1. Continuare una riflessione teologica sulle implicazioni del dialogo.
2. Fare una raccolta di esperienze fatte, o di cui siamo stati testimoni, o ben documentate.
3. In un prossimo futuro preparare un piccolo convegno sul dialogo interreligioso per tutti i missionari Saveriani e Pime in Giappone.
4. Pensare alla possibilita' di un centro di ricerca, informazioni e sussidi per il dialogo.

Si decide il prossimo incontro con il programma di studiare due progetti concreti di lavoro:
1. Progetto di un centro di ricerca, con ambienti e strutture per tali attivita'. P. Bellini e P. Soletta si incaricano della preparazione di questo tema.
2. Progetto concreto di lavoro comune Saveriani-Pime, senza necessariamente un ambiente preciso. P. Di Bello e P. Menegazzo prepareranno questo tema.