RELAZIONI DI ATTIVITA' DI DIALOGO INTERRELIGIOSO
Sesto Incontro: 14-15.1.1987 (Kobe)
Il sesto incontro del gruppo per il dialogo interreligioso si e' tenuto a Kobe presso la casa regionale dei Saveriani il 14 e 15 gennaio. 14 i presenti fra cui Milka Nonini delle missionarie di Maria per la prima volta.
Il lavoro e' iniziato alla sera del 14 gennaio dopo cena con una breve relazione dell'incontro del gruppetto di coordinamento avvenuto il 15.11.1986.
Segue l'approvazione dello statuto del "Gruppo per il Dialogo Interreligioso", gia' visto da tutti nell'anno precedente. Dopo alcune osservazioni si accetta la proposta di approvarlo in blocco, e lo statuto viene approvato con 9 voti a favore su 12.
Dopo questo c'e' stata un'informazione vicendevole sulle attivita' dell'anno precedente, specialmente in relazione al dialogo interreligioso. Non ci sono stati grandi avvenimenti, ma ognuno ha continuato il suo lavoro missionario facendo attenzione ai fratelli delle altre religioni, con lo studio, o incontri, o partecipando a feste o momenti di preghiera.
Il fatto di maggior rilievo e' stato quello di P.Sottocornola che dal settembre 1986 si e' trasferito a Tamana (Kumamoto ken), e vive nel tempio buddista Schweitzer-ji col monaco Furukawa, preparandosi a costruire una casa di preghiera e di dialogo interreligioso in quella zona. Si e' formato un ente religioso dal nome "Seimeizan, Katorikku-Zendo Schweitzer-ji, Tozai Shoshukyo Koryukai" (Monte della Vita, Tempio Schweitzer Cattolico-Zen; Associazione per l'incontro interreligioso Est-Ovest) e fra i direttori ci sono oltre al monaco Furukawa, P.Sottocornola e il carmelitano P.Okumura. Entro agosto '87 e' previsto il completamento della costruzione e l'inizio dell'attivita'. A P.Sottocornola si uniranno le missionarie di Maria e altri.
Il lavoro del Gruppo e' continuato il giorno seguente con tre relazioni.
*** 1. Celestino Cavagna ha presentato la tesi scritta per la graduazione (MA) in Buddismo all'Universita' Komazawa di Tokyo, dal titolo "Zen e Cristianesimo, attraverso un confronto fra il maestro Dogen e Francesco d'Assisi".
Dogen e Francesco sono due persone che pur essendo di due mondi culturali e religiosi completamente diversi, sono vissuti nello stesso periodo (inizio XIII secolo) e hanno saputo dare al loro ambiente religioso una ventata di freschezza spirituale. Il punto in comune fra i due e' stato visto nella poverta' e distacco da ogni attaccamento a se' e alle cose, e una santita' di vita dove il se' e' in profonda unione con gli altri e con tutto l'universo. Francesco nel Cantico delle Creature chiamava ogni cosa "fratello e sorella" e Dogen esclamava "il mio cuore sono le montagne, i fiumi, la madre terra; e' il sole, la luna e le stelle". Vengono presentate le due figure con qualche accenno alla situazione storica del loro tempo. In particolare, per Francesco viene commentato il Cantico delle Creature, mostrando come non solo a parole chiamava tutte le cose "fratello e sorella", ma viveva in profonda unione con esse, che miracolosamente rispondevano al suo amore. Per Dogen viene sottolineata la novita' del pensiero, anche in relazione con lo Zen cinese che in quel periodo veniva trasmesso in Giappone.
Come confronto fra Zen e Cristianesimo, viene osservato il concetto di "Dio" del Cristianesimo e di "Mu" dello Zen, che esprimono entrambi la Realta' Assoluta. Il primo, per la tradizione giudeo-cristiana e' la Realta' Assoluta sperimentata nella storia come azione salvifica di un Dio personale, e il secondo nella tradizione Buddista e' la Realta' Assoluta sperimentata nella vita della natura e dell'universo, come non oggettivita', situazione di relativita' e di impermanenza di tutte le cose e dei fenomeni umani e naturali. Altro confronto e' per quanto riguarda la vita spirituale e la santita'. Seguendo il pensiero piu' tipico di Dogen, la meditazione Zen che consiste nel non pensare niente per dimenticare se stessi ("gettare via mente e corpo") e' paragonata alla pratica dell'umilta' e dell'amore cristiano come dimenticare se stessi, annientare l'egoismo e lavorare per la salvezza e la felicita' degli altri; e il "Satori" (l'illuminazione) che e' il vivere in piena liberta' e apertura agli altri e alle cose, avendo annientato le illusioni dell'Ego, e' paragonato al vivere con Cristo nella nuova vita del Regno di Dio, in comunione con tutti gli uomini e in unita' con tutto l'universo.
*** 2. Nella seconda relazione Mario Bianchin ha riferito circa l'incontro OCIC/UNDA -ASIA a cui ha partecipato a Bangkok nel settembre 1986. OCIC/UNDA e' l'organismo che in seno alle Conferenze Episcopali si interessa dei mezzi di comunicazione e questo incontro ha avuto il titolo "Cultures, Media and Gospel Values". Partendo dalla riflessione sulla cultura della "Gaudium et Spes" e' stato notato che l'uomo e' essenzialmente essere culturale, che nella formazione della cultura ha un valore fondamentale il mezzo di comunicazione e che la Chiesa deve tener presente questo nel dare un'identita' cristiana alla cultura. E' stata poi fatta osservare la situazione dei mezzi di comunicazione nei paesi asiatici: questi mezzi di comunicazione sono secolarizzati (commercialismo, materialismo) in alcuni paesi; in paesi di tradizione indu', islamica e buddista, essi sono largamente usati come strumenti per rinforzare queste tradizioni; in altri paesi come Corea, Thailandia e Filippine c'e' un'invasione culturale dall'estero (specialmente filmati televisivi) e c'e' il timore di perdere la propria cultura. A queste situazioni come reagisce la Chiesa? In alcuni casi ha una visione negativa dei contenuti attuali e cerca di operare in modo distinto proponendo contenuti propri.
In altri casi li accetta come compromesso, e in dialogo con essi lavora perche' escano valori sempre piu' significativi. Dove e' necessario aiuta i piccoli paesi a difendersi dall'invasione esterna, pero' aiuta anche a far capire che non si puo' piu' essere isolati nella propria cultura, ma che tutto il mondo si sta avviando verso una cultura universale pluralista ("The Global Village"). La Chiesa nel suo ruolo profetico, usa questi mezzi non solo per diffondere il pensiero religioso ma anche per rinnovare cristianamente la cultura.
Come conclusione, le Chiese d'Asia seguendo gli insegnamenti del Vaticano II sono "aperte alle culture", in continuo dialogo e incarnazione, e cercano di formulare una teologia della cultura specifica del proprio paese.
*** 3. Come terza relazione nel pomeriggio del 15, Franco Sottocornola ha presentato alcuni libri sul dialogo scritti recentemente, ed ha distribuito delle note con una recensione di tali libri ed accenno ad alcuni problemi che essi pongono.
Sul tema del dialogo interreligioso in genere:
Donald G. Dawe and John B. Carman, Christian Faith in a religiously plural world. Orbis Books, Maryknoll, N.Y. 1978. Questo e' il libro che Sottocornola ritiene piu' interessante.
Arnulf Camps, Partners in dialogue. Christianity and other Religions. Orbis Books 1983.
Alan Race, Christians and Religious Pluralism. Patterns in the Christian Theology of Religions. Orbis Books, 1982.
Paul Knitter, No other name? A critical survey of christian attitudes towards the world religions. Orbis Books, 1985.
Sul tema specifico del dialogo tra Cristianesimo e Buddismo:
Raimundo Panikkar, Il silenzio di Dio, la risposta del Buddha. Borla, 1985.
John B. Cobb Jr., Beyond Dialogue. Toward a mutual transformation of Christianity and Buddhism. Fortress Press, Philadelphia, 1982.
Marcello Zago, Buddhismo e Cristianesimo in Dialogo. Situazione, rapporti, convergenze. Citta' Nuova 1985.
Prima del termine dell'incontro viene spiegata da P.Manni la proposta di un incontro con Mons.Rossano verso la fine di maggio per tutti i missionari e missionarie italiani. Tre giorni di ritiro sul tema del dialogo e due giorni piu' specializzati con un incontro con un monaco buddista (Furukawa). La data del prossimo raduno del Gruppo verra' fissata in quell'occasione.
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