INCONTRO COL MONACO BUDDHISTA FURUKAWA TAIRYU del Seimeizan
Settimo Incontro: 10-11.2.1988 (Tamana-Kumamoto)
Il settimo incontro del Gruppo per il Dialogo Interreligioso si e' tenuto dalla sera del 10 a mezzogiorno dell'11 febbraio 1988 nei pressi di Tamana, al Seimeizan Katorikku Betsuin, la nuova casa di preghiera e di dialogo interreligioso realizzata da P.Franco Sottocornola.
Dopo la preghiera della sera e la cena ci siamo radunati per uno scambio di esperienze dell'anno passato e per scegliere i nuovi membri del gruppo di coordinamento. Il mattino seguente dopo la preghiera delle lodi, la messa e la colazione e' arrivato il monaco Furukawa che ci ha parlato di come vede il Buddhismo in Giappone e le possibilita' di un dialogo col cristianesimo, a cui sono seguite domande e risposte. Infine con Furukawa siamo stati seduti in zazen per un po' e insieme si e' pregato recitando una litania cristiana con lo stile del "nenbutsu".
Una nota particolare e' stata data dalla presenza di alcuni operatori di una televisione locale che sta preparando un documentario sulle attivita' del monaco Furukawa e ha preso l'occasione di riprendere anche questo incontro.
All'incontro della sera ognuno ha detto in breve quanto ha potuto fare nell'anno trascorso, specialmente riguardo al dialogo interreligioso.
L'avvenimento piu' notevole e' stata la realizzazione da parte di Franco Sottocornola di questa casa di preghiera e dialogo interreligioso che e' un ramo cattolico del tempio Schweitzer-ji del monaco Furukawa. Per Franco, Maria De Giorgi, Milka Nonini e le altre due sorelle giapponesi e' ancora difficile tematizzare questa esperienza appena iniziata, e pongono piu' l'accento sul vivere li' sfruttando tutte le occasioni di preghiera e di dialogo che si presentano. Oltre a persone e gruppi di cristiani che vi vogliono trascorrere un periodo di silenzio e di preghiera, vi sono altri che desiderano conoscere e partecipare a questa esperienza di dialogo e anche un certo numero di fedeli buddisti che vengono a pregare.
Inoltre c'e' la richiesta di parlare del Cristianesimo e della Bibbia ai fedeli buddisti. Nella gente che viene si e' notato a volte sorpresa e a volte soddisfazione: qualcuno all'inizio ha pensato a una nuova religione di contenuto eclettico. Pero' nella maggior parte vi e' soddisfazione vedendo che e' un luogo dove cristiani e buddisti che credono fermamente nella propria religione si incontrano per pregare insieme.
Per le quattro sorelle il lavoro piu' importante e' l'accoglienza degli ospiti. Inoltre Maria De Giorgi sta lavorando alla traduzione in italiano di un commento del monaco Furukawa al "Tannisho", l'opera rappresentante del Buddismo Jodo scritta da Yuien, discepolo di Shinran. Sta anche compilando qualcosa sull'esperienza di questa casa di preghiera per la Chiesa italiana. Milka Nonini lavorera' in un asilo per bambini handicappati a Tamana, appena ne verra' terminata la costruzione.
Per le attivita' di studio del Buddismo, Maria Galperti si sta preparando ad entrare all'Universita' Komazawa (Soto Zen) di Tokyo, e Andrea Bonazzi all'Universita' di Osaka per studi sul Jodo Shinshu.
Qualcuno come Pino Cazzaniga e Maria Galperti che nell'anno scorso sono stati in Italia, ha avuto occasione di parlare agli italiani della Chiesa giapponese e delle attivita' di dialogo interreligioso.
Naturalmente anche tutti gli altri che non cito qui per brevita', oltre al lavoro missionario hanno avuto modo di continuare anche lo studio delle religioni giapponesi, o avuto incontri con persone delle altre religioni.
Si e' poi passati a votare per scegliere i 5 membri del gruppo di coordinamento. Sono stati scelti Cavagna, Sottocornola, Maria De Giorgi, Maria Galperti e Bellini. Fra questi e' stato scelto presidente del gruppo Franco Sottocornola e come segretario Celestino Cavagna.
Nel discorso della mattina, Furukawa ha presentato brevemente la sua esperienza come monaco di un tempio indipendente, sganciato da ogni setta in cui e' diviso il Buddismo giapponese.
Egli vede il Buddismo giapponese attuale ridotto a forme esterne e attaccato alle cerimonie con poca vitalita' e fascino sulla popolazione. Per quanto riguarda il Cristianesimo, pur essendo molto limitato nel numero in Giappone, e' molto fiorente e vivace in tutto il mondo. Per cui il Buddismo avrebbe tutto da guadagnare in un dialogo col Cristianesimo. Peraltro i Giapponesi, pur avendo un grande rispetto per il sacro, preferiscono religioni che portano un benessere fisico e materiale e dovrebbero svegliarsi a una vera esperienza religiosa. Vede il Buddismo come la religione del passato ormai decaduta, le nuove religioni molto fiorenti, come la religione del presente che promettono benessere materiale e spirituale, ma la religione del futuro saranno le grandi religioni che si saranno ripulite di 2000 e piu' anni e saranno in dialogo tra di loro. E questa casa di preghiera e dialogo interreligioso ne e' un segno anticipatore.
Finora le religioni giapponesi non hanno mai fatto dialogo tra di loro (neppure dialogo tra le diverse correnti buddiste) e tantomeno col Cristianesimo, l'Islam e le altre grandi religioni. Ognuna ha sempre "tirato l'acqua al suo campo di riso", perche' sono sempre state chiuse in se stesse, senza mai guardare cosa succede fuori. Sono come "la rana nel pozzo che non conosce l'oceano". Ritiene una grazia l'aver trovato un sacerdote cristiano disposto al dialogo e aver potuto conoscere le bellezze del Cristianesimo. Dell'insegnamento cristiano la cosa che gli e' rimasta piu' impressa sono le parole "Cercate prima il Regno di Dio e la sua giustizia". Attualmente si parla spesso di Patria in Giappone, ma cos'e' questa Patria? Lui per esempio, nato nel 1921, e' uno dei pochi nati nel 1921 ancora viventi: la maggior parte sono stati vittima di una dolorosa guerra per la Patria, e anch'egli dice di essere stato imbevuto dell'idea di Patria fino alla nausea. Il Cristianesimo parla di Regno di Dio: E' la Patria di Dio. Anche Amida Buddha promette la rinascita nella sua Patria. Il XXI secolo avra' l'umanita' al centro, non le varie nazioni. In questo nuovo significato la Patria non e' piu' la propria nazione, ma e' l'umanita' unita, e' il Regno di Dio. E dice di essere felice di aver potuto vedere questo anche nel Cristianesimo.
L'aspettativa piu' grande del XXI secolo e' che gli uomini uniti facciano scomparire ogni guerra dalla faccia della terra. Non c'e' niente di piu' stupido della guerra. Se gli uomini conoscessero Dio capirebbero cosa vuol dire essere uomini e non farebbero piu' la guerra, per cui la religione, e specialmente le religioni in collaborazione tra di loro sono l'unica strada per arrivare a questo.
Dopo il discorso del monaco Furukawa ci furono diverse domande a cui egli rispose, che qui riassumo.
D.: Come vede le strutture religiose, dato che ha criticato la struttura buddista e lui stesso ne e' indipendente?
R.: La struttura e' necessaria perche' la religione possa esistere ed espandersi. Ho criticato la struttura buddista perche' nella struttura non c'e' la fede; e' una grande costruzione vuota dentro. Lo stesso si puo' dire per la Patria, non penso che si debba abolire la struttura Patria, ma essa deve rispondere all'intenzione di Dio e al bisogno degli uomini.
D.: Ha parlato delle nuove religioni come le religioni del presente che fioriscono ma non possono avere futuro, come lo spiega? Ha parlato anche di correnti diverse nel Buddismo che si ignorano a vicenda. Come si puo' unire le varie tradizioni religiose?
R.: Le nuove religioni attuali in Giappone cercano solo di soddisfare l'interesse momentaneo della gente, economico o fisico, promettendo prosperita' economica, successo, guarigioni, ecc, ma penso che una religione abbia senso solo se sa avvicinare gli uomini a Dio. Per quanto riguarda l'unione delle varie tradizioni religiose, non si puo' arrivare a una unita' completa. Come gli esseri umani sono uomini e donne e per quanto saranno uniti ci sara' sempre questa differenza, cosi' non ci puo' essere una vittoria di una religione sulle altre che le abolisce e unisce tutti gli uomini in una stessa fede. Le religioni rimarranno. el Buddismo si parla di non-dualita': sono due nell'unita'.
D.: Ha accennato a una mancanza di spirito religioso nei giapponesi. Come si puo' dire in concreto se c'e' o non c'e' spirito religioso?
R.: Guardando il modo di vivere della gente, non si puo' dire in concreto se c'e' o non c'e' spirito religioso. Si vede tanta gente andare ai templi a pregare, o anche tanti monaci in abito religioso. Ma piu' che praticare con purezza la fede che credono, pregano quasi solo per soddisfare desideri fisici o economici. E anche quelli che si dicono religiosi sono spinti da intenzioni mondane, senza riuscire a staccarsi dai propri interessi di gloria e autoaffermazione. Anche tra i monaci buddisti ci sono tanti gradi, ma basta sentire come uno parla o vedere come si comporta e si capisce subito che il suo grado non ha niente a che fare con la profondita' della fede. La mancanza di spirito religioso non si puo' affermare concretamente, ma avvicinando la gente si intuisce.
D.: A riguardo della Realta' Assoluta, nelle varie religioni e' chiamata in modi diversi: Dio, Busshin, Amida Nyorai, Mu, Allah, ecc. Si potrebbe dire che al di la' delle parole e dei concetti diversi tutti vogliamo indicare la stessa cosa?
R.: Da quanto percepisco, si potrebbe dire che sono la stessa cosa. Pero' nel Buddismo non si puo' arrivare alla verita' con un pensiero di distinzione. Ci sono degli aspetti in cui si puo' dire che sono lo stesso, altri in cui non si puo' dire. E' come dire se gli uomini sono una cosa sola: si potrebbe dire di si', pero' bisogna mantenere che ci sono delle differenze. Nel Buddismo si parla di Nyorai, Ichinyo, Shinnyo. Questa parola "Nyo", detta in giapponese "gotoshi", si dovrebbe tradurre "simile", "a somiglianza", per cui i vari nomi che indicano la Verita' Assoluta, si potrebbero dire "a somiglianza di cio' che e' Uno".
D.: Vi sono diversi nomi per chiamare Dio nelle varie religioni, pero' la caratteristica del Cristianesimo e' che chiama Dio un uomo: Gesu' Cristo. Lei cosa pensa di questo?
R.: Anch'io credo che Gesu' Cristo sia Dio. Se io fossi nato in Italia certamente sarei cristiano, pero' essendo nato in Giappone e avendo conosciuto prima il Buddismo, sono buddista e lo ritengo una religione completa e lo insegno agli altri. Pero' se qualcuno dei miei amici conosce il Cristianesimo e vuole diventare cristiano, sono contento che lo diventi.
D.: La Chiesa cristiana da' valore e accetta tutto quanto e' elevato ed ha valore morale nelle culture e nelle altre religioni. Cosa pensa ci sia nel Buddismo che il Cristianesimo potrebbe accettare?
R.: Non penso che ci sia molto. Ora molti cristiani si interessano dello Zen, pero' il Buddismo non e' solo Zen. Quello che il Buddismo puo' offrire al Cristianesimo e' il Niente, la negazione a ogni attaccamento a quello che e' umano e limitato.
E' perche' c'e' il niente, il vuoto, che noi possiamo entrarvi.
In un sutra si racconta di un re che voleva affrescare i muri del suo palazzo nuovo e scelse due pittori. Uno fece una bellissima pittura, l'altro, per quanto il tempo passasse, non faceva altro che lucidare il muro bianco di fronte alla pittura del primo. Il re apprezzo' la pittura del primo, ma guardando il muro lucido dell'altro in cui si rifletteva la pittura di fronte, disse che quello era piu' bello. L'insegnamento buddista e' come il muro lucido che riflette. Svuotandosi, diventando nulla si riflette la verita' e la bellezza della realta'.
D.: Si puo' dire che il secolo attuale sia il secolo dell'ateismo, ma lei dice che senza religione non si puo' avere la vera pace. C'e' l'insegnamento dogmatico e la spiritualita'.
Come si puo' vedere qui in questa casa, a livello di spiritualita' c'e' un incontro tra Buddismo e Cristianesimo. Pero' questa casa non e' un posto dove tutti, anche la gente comune puo' sperimentare questo incontro. Cosa si potrebbe fare per far sperimentare questo incontro anche alla gente comune?
R.: Anch'io sto cercando questo e vorrei che questa casa lo diventasse, anch'io sto cercando il modo e vorrei chiederlo anche a voi. Questa casa non e' una iniziativa buddista ma un'iniziativa cristiana a cui io buddista ho collaborato. Il buddismo sara' sempre in un atteggiamento di passivita' anche nella collaborazione. E' per me anche un motivo di riflessione e penso che le religioni debbano uscire dal proprio pozzo e guardare l'oceano. Gli uomini devono conoscere Dio, e come religiosi tutti dobbiamo impegnarci a farglielo conoscere; anche se da punti di vista diversi, ma in collaborazione, o almeno non combattendoci come e' stato in passato.
D.: In Europa il Cristianesimo e' visto come qualcosa di intellettuale, e un grande numero di europei cercano qualcosa di nuovo nelle religioni orientali. Vi sono centinaia di nuove chiese e missionari di gruppi religiosi orientali che fanno propaganda in Europa, ma non tutti hanno una vera esperienza religiosa. E molti europei lasciano la loro fede per diventare membri di queste chiese. I preti e le suore che in Europa propongono l'esperienza Zen lo fanno perche' quelli che cercano la spiritualita' orientale possano farne esperienza senza lasciare, anzi approfondendo la propria esperienza cristiana.
R.: Il Buddismo non e' una forma (anche se ha delle forme), il Buddismo e' raggiungere il Nulla, la liberazione da ogni attaccamento. E' questo che noi vi offriamo. Pero' il Cristianesimo fa molto dialogo con lo Zen e poco co l'Amidismo.
Forse perche' si pensa ad Amida Buddha come una specie di divinita', ma anche questo e' il Nulla, tutto il Buddismo e' la religione del Nulla. Tutto il Buddismo puo' essere rappresentato come il muro lucido in cui la Verita' si riflette.
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