INCONTRO DI PREGHIERA BUDDHISTA CRISTIANA

Nono Incontro: 11-12.5.1990 (Takezaki-Saga)

Dopo oltre un anno e mezzo dal precedente, il Gruppo per il Dialogo Interreligioso e' riuscito a concretizzare un incontro di dialogo partecipando alla festa religiosa buddista del "Nagare Kanjo" a Takezaki, nella provincia di Saga, dove lavorano i missionari del Pime.
l'incontro e' riuscito bene perche', oltre alla preparazione accurata, c'era alla base l'amicizia che dura da parecchi anni del bonzo di Takezaki (prof. Sawa) con i missionari del luogo.

I partecipanti del gruppo (8), incontratisi al pomeriggio alla chiesa di Saga, sono partiti insieme per Takezaki, dove alla sera si e' cenato col prof. Sawa in un piccolo albergo vicino al tempio, come ospiti speciali della festa.
La conversazione durante e dopo la cena col prof. Sawa e' stata particolarmente interessante, perche' oltre allo svolgimento della festa ne abbiamo potuto capire il significato e conoscere le altre feste che vengono celebrate a Takezaki.

Il "Nagare Kanjo" e' soprattutto una festa per pregare per i morti. Il gesto principale e' di lanciare in mare dei cartellini con scritti i nomi dei Buddha o degli antenati, o invocazioni e preghiere. Si prega che le anime dei morti, attraverso l'oceano possano arrivare al paradiso. Inoltre si prega per consolare le anime dei pesci che si sono presi (Takezaki e' un villaggio di pescatori); a queste si aggiungono altre preghiere, per la pace, per la salvaguardia della natura, e altre richieste personali.

Questo tempio di Takezaki (Kannon-ji) celebra altre due feste importanti, una a capodanno, dove gli uomini quasi nudi corrono al mare, e poi di nuovo verso il tempio, significando il ritorno degli antenati al paese nativo, e un'altra in luglio, dove si seppelliscono i cetrioli portati dai fedeli su cui sono state fatte delle preghiere, perche' assorbano i peccati e i malanni di ognuno.

Al mattino seguente alle 10 e' cominciata la festa e dal tempio si e' andati tutti in processione verso il porticciolo. Sull'altare preparato, oltre alle offerte e decorazioni c'erano due simboli: la ruota buddista del Dharma e la croce.
Davanti, su un lato i preti buddisti coi loro paramenti, e dall'altro noi sacerdoti con camice e stola e le due sorelle missionarie di Maria.
Dopo il saluto e la spiegazione del Prof. Sawa, c'e' stata la preghiera buddista e dopo questa la preghiera cristiana: due canti di cui uno in forma litanica, una preghiera per la pace e per il benessere di tutti e alcune parole di saluto.
Poi si e' saliti tutti sulle barche da pesca, i religiosi cristiani e buddisti sulla stessa barca, e si e' percorso il mare per circa un'ora, pregando, benedicendo e lanciando in mare i cartellini preparati in precedenza e fiori.

Col ritorno al tempio si e' conclusa la nostra partecipazione, dovendo tornare ai nostri impegni, ma la gente del luogo ha continuato col pranzo e l'allegria.

La gente del luogo, specialmente quelli piu' vicini all'ambiente del tempio, ci ha dimostrato molta simpatia e si e' detta felice che un incontro di preghiera comune fra cattolici e buddisti sia potuto avvenire nel loro villaggio. Il piu' felice era il prof. Sawa, che dopo essere stato per due volte in Italia ospite dei missionari del Pime e aver potuto conoscere da vicino la chiesa, aveva sempre desiderato un incontro del genere.

Per noi, oltre alla gratitudine per essere stati accolti con simpatia, resta la speranza che questo gesto di dialogo possa portare frutti per una maggiore comprensione reciproca.

@