ESPERIENZA DI PREGHIERA AL TEMPIO BUDDHISTA HIEIZAN
Undicesimo Incontro: 3-4.6.1991 (Kyoto - Hieizan)
L'undicesimo incontro del Gruppo per il Dialogo Interreligioso si e' svolto dal 2 al 4 giugno 1991 a Kyoto (Hieizan), dove abbiamo potuto assistere alle celebrazioni in memoria di Dengyo-Daishi (Saicho), il fondatore di Hieizan, e partecipare a un giorno di ritiro ed esperienza della spiritualita' Tendai.
13 i partecipanti e ci si e' incontrati alla sera del 2 giugno domenica a Kyoto alla chiesa dei PP. Viatoristi di Kita-Shirakawa. Dopo cena un incontro del gruppo per scambiarsi informazioni e notizie circa il proprio lavoro, specialmente in relazione al dialogo interreligioso. Il mattino seguente dopo la celebrazione eucaristica e la colazione, con tre auto siamo saliti a Hieizan.
Sul monte Hiei, a nordest di Kyoto, fra la citta' di Kyoto e il lago Biwa c'e' Enryaku-ji, tempio centrale del Buddismo Tendai fondato nel 788 da Saicho. Esso, dopo lo spostamento della capitale da Nara a Kyoto, divenne e rimase per secoli il centro del Buddismo giapponese, e qui studiarono molti monaci famosi, fondatori di altre scuole buddiste. Eisai (scuola Rinzai), Dogen (scuola Soto), Nichiren (scuola Jodo), Shinran (Jodo-shinshu), sono solo fra i principali nomi di monaci che hanno iniziato la loro formazione spirituale a Enryaku-ji. Per questo motivo tutte le scuole buddiste giapponesi riconoscono la loro origine a Hieizan e per lo stesso motivo Hieizan da' molta importanza al dialogo interreligioso, fino ad avere ospitato nel 1988 il summit delle religioni.
Attualmente comprende circa 120 costruzioni divise in tre zone: To-do, Sai-to e Yokawa, con un numero totale di circa 200 fra monaci e novizi.
Arrivati a Enryaku-ji verso le dieci, c'era il prof. Akamatsu ad attenderci, e per prima cosa ci ha fatto visitare l'edificio centrale: Kompon-Chudo, spiegandoci ogni particolare e pronto a rispondere a ogni nostra domanda. Particolare la cerimonia del "Goma", dove il monaco attizza il fuoco, brucia pezzi di legno su cui sono state scritte preghiere, e offre sul fuoco semi, oli e profumi. Egli inoltre pronuncia parole sacre e compone dei simboli con le dita. Si pensa che il monaco purificato e in unione completa con il fuoco e con il Buddha abbia la forza di operare misticamente quanto richiesto nella preghiera.
Impressionante anche la lampada centrale, alimentata a olio ininterrottamente per circa 1200 anni dai tempi di Saicho, simbolo dell'insegnamento buddista che si trasmette senza interruzione.
Per le 11 siamo andati nel Daikodo, dove si svolgeva la preghiera nel giorno di vigilia della morte del fondatore Saicho. Yamada Etai, 96 anni, il capo del Buddismo Tendai, presiedeva il gruppetto di una dozzina di monaci. Particolarmente bello il canto dei sutra e la solennita' dei movimenti. In un angolo del Daikodo si eseguiva la cerimonia del te' che doveva essere offerto durante la preghiera. Non c'era partecipazione di pubblico, solo un gruppetto di rappresentanti delle varie scuole buddiste, noi e qualche altro turista.
Nel pomeriggio verso le due, presso il Kojirin, la casa di ritiro per laici, e' iniziato il ritiro di due mezze giornate, con l'orario leggermente adattato alle esigenze del nostro gruppetto. Tre novizi erano sempre con noi guidandoci in ogni cosa che si faceva e dandoci spiegazioni quando necessario.
Alla cerimonia e preghiera d'inizio e' seguita una conferenza del prof. Akamatsu sugli insegnamenti fondamentali del Buddismo, la spiegazione del modo di fare meditazione e del modo di mangiare e comportarsi durante i pasti. L'attenzione e la precisione quasi rituale richiesta per ogni movimento ci ha lasciato un po' perplessi, pero' ci e' stato spiegato che il controllo dei movimenti ha influsso sullo spirito e permette di arrivare piu' facilmente alla calma mentale.
Ci siamo poi spostati nel tempio vicino chiamato Shaka-do per la pratica della meditazione che nella scuola Tendai e' chiamata "Shikan": contemplazione immobile. Seduti a gambe incrociate completamente immobili, si cerca il raccoglimento dello spirito, e per fermare il flusso di pensieri si respira lentamente e si contano le emissioni di respiro. Alla fine un po' di ginnastica per sciogliere i muscoli. Dalle 6:00 la cena, a base di cibi vegetariani, mangiando in silenzio con raccoglimento e attenzione ai movimenti.
Molto interessante la discussione libera dalle 7:00 alle 8:30. Il responsabile della casa di ritiro per laici, prof. Horisawa, il prof. Akamatsu che ci aveva fatto da guida durante il giorno e i tre novizi si sono prestati per una conversazione. Dopo una breve presentazione di ognuno di noi, e' stato possibile fare domande sui principali insegnamenti del Buddismo, sulla struttura e sulla vita quotidiana nei vari templi del monte Hiei, inoltre rispondere a domande e presentare la visione cristiana di problemi come quello della salvezza, della vita e della formazione religiosa nella Chiesa Cattolica.
Dopo la conversazione c'e' stato un po' di tempo per il bagno e dalle 9:00 riposo. Essendo in molti nella stessa stanza, secondo l'usanza giapponese in cui si usa un tatami (90 x 180 cm.) per uno quando si dorme e mezzo tatami quando si siede in meditazione, c'e' stato anche qualche problema per i vari concerti notturni, pero' dalle 5 del mattino seguente ci siamo svegliati, freschi come rose, per iniziare alle 5:15 la seduta di meditazione nel vicino tempio Shaka-do. Dopo la meditazione una visita al vicino tempio Jodo-in, dove si trova la tomba di Saicho, con la recita del sutra Hannya-Shingyo, poi una mezzora di lavoro (pulizia delle stanze dove abbiamo dormito, il bagno e i gabinetti), e dalle 8:00 la colazione a base di kayu (riso bollito morbido) , takuan e umeboshi (rape e prugne sotto sale), tipica colazione dei monasteri buddisti.
Dalle 9:00 abbiamo potuto vedere un video che mostrava il training "Sennichi Kaiho" (Pellegrinaggio sulle alture del monte Hiei per 1000 giorni) di Sakai. Un programma trasmesso a suo tempo dalla televisione nazionale, che ci ha lasciato una forte impressione per la costanza di questo monaco che per tre anni, ogni giorno d'estate e d'inverno, quando stava bene e quando era ammalato, senza mancare un giorno compiva a partire da mezzanotte il pellegrinaggio di decine di chilometri, completato diverse volte da lunghi digiuni e preghiere.
Dalle 10:00 di mattina ci siamo recati di nuovo al Jodo-in, il tempio che ospita la tomba di Saicho, detto anche Soji-jigoku, (l'inferno delle pulizie), per la cura con cui i monaci novizi lo devono tenere pulito e in ordine. Si svolgeva la preghiera di anniversario di Saicho. Pochissimi, solo 5 o 6 gli invitati, e c'era un velo tra i monaci in preghiera e noi. Anche il nostro gruppetto si e' inserito e ascoltando i canti dei sutra cercavamo di individuare i movimenti dei monaci attraverso il velo bianco che ci divideva.
Verso le 11 qualcuno che doveva tornare in fretta ha cominciato a partire, e dopo l'ultimo pranzo in silenzio e raccoglimento, anche l'ultimo gruppetto, salutando e ringraziando per la calorosa accoglienza, abbiamo lasciato il monte Hiei.
Due giorni duri, per noi non abituati a rigide pratiche di preghiera e meditazione, ma anche molto ricche di spiritualita'. La fitta foresta del monte Hiei, per l'occasione colpita da piogge continue e coperta da nebbioline, ci ha fornito uno sfondo di silenzio e di solitudine adatto alla preghiera e all'esperienza di contemplazione buddista.
Il Gruppo per il Dialogo Interreligioso per il prossimo futuro, vorrebbe continuare esperienze di incontro con rappresentanti di altre religioni, anche se sente importante avere dei momenti di verifica e di riflessione su questi incontri all'interno del gruppo.
Concretamente ci si prefigge nella primavera del 1992 un prossimo incontro con la Rissho-Koseikai a Tokyo, cercando di lasciare un po' di tempo anche per la riflessione all'interno del gruppo. Bellini e Cavagna si impegneranno per concretizzare il prossimo incontro. In lista ci sono anche un incontro a Koya-san (Scuola Shingon) e a Minobu (Scuola Nichiren).
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