AL CENTRO DI CULTURA E RELIGIONE DELL'UNIVERSITA' NANZAN

Tredicesimo incontro: 25-26 aprile 1993 (Nagoya)

Il tredicesimo incontro per il Dialogo Interreligioso si e' tenuto presso il Katorikku Kenshu Center di Nagoya, il 25 (sera) e 26 aprile 1993; 13 i partecipanti.
Dopo cena ci si e' riuniti per uno scambio di informazioni circa le attivita' svolte durante l'anno. Compatibilmente con le proprie attivita' ognuno ha cercato di tenere vivo l'interesse e l'impegno per il dialogo.
La serata e' proseguita con la nomina del nuovo presidente e del nuovo segretario. All'unanimita' sono stati eletti Celestino Cavagna che subentra a Franco Sottocornola come presidente del gruppo, e Maria De Giorgi come segretaria, in sostituzione di Celestino.

Il mattino di lunedi' 26 aprile, ci siamo recati al Centro di Cultura e Religione dell'Universita' Nanzan dove ci attendevano P.Heisig e P.Jan Van Bragt.

P.Heisig, attuale direttore del Centro, ci ha presentato "Un punto di vista sulla situazione del dialogo".

Secondo Heisig, e' molto difficile tenersi aggiornati sulla situazione del dialogo perche' il movimento in atto ha un ritmo molto veloce. Nello stesso tempo, il dialogo si rivela sempre piu' importante per la chiesa, la cui sopravvivenza dipende proprio dall'atteggiamento che assumera' verso le altre religioni. Il dialogo esige pertanto una conversione della vita e una conversione all'interno della teologia della Chiesa; ci impone di mettere in discussione i preconcetti che ci portiamo dietro.
Parlando di dialogo si pensa subito alle grandi religioni, e si esclude tutte le religioni primitive, le nuove religioni, la gente comune.
Il dialogo del futuro deve invece essere un dialogo al quale possano partecipare tutti i fedeli di tutte le religioni.
Finora noi cristiani abbiamo privilegiato temi dottrinali sui quali verificarci e dialogare. Recentemente invece, il dialogo si e' spostato sui problemi attuali del mondo: la guerra, l'oppressione e l'ingiustizia, il problema ecologico, ecc.
Il dialogo percio' non e' tanto diretto alle nostre tradizioni, ma al nostro impegno di persone educate in una determinata tradizione religiosa, verso i problemi concreti del mondo.
Si fa sempre piu' urgente la necessita' di promuovere il dialogo tra le persone: ovunque c'e' salvezza c'e' Chiesa. Occorre dunque completare il lavoro accademico con il dialogo con la gente comune. Occorre una chiara coscienza che il Cristianesimo e' interdipendente con le altre religioni e ha bisogno di esse per una sociologia del dialogo e della pace.


Dopo un breve intervallo ci ha parlato P. Jan Van Bragt su "La situazione attuale della teologia del dialogo".

Van Bragt ha fatto subito notare che la problematica e' nuova, e attualmente mancano trattati sistematici sul tema. La situazione attuale si dibatte tra una posizione di "inclusivismo" e una di "pluralismo", che pero' non vanno presi rigidamente perche' spesso gli elementi si interscambiano: l'inclusivismo non rispetta abbastanza l'originalita' delle altre religioni, e il pluralismo non rispetta abbastanza l'originalita' del Cristianesimo.
La Bibbia sembra essere "particolarista", ossia centrata sul "Popolo di Dio" e le altre religioni sono viste come idolatrie, specialmente nella letteratura sapienziale. Ci sono pero' anche molti testi "universalistici". La sintesi non e' facile a farsi. Anche il Nuovo Testamento non sembra avere delle novita' rispetto all'Antico.
S.Paolo ad esempio, sembra avere un concetto molto negativo della morale e della religiosita' degli "altri".
I Padri dei primi secoli sembrano muoversi su posizioni di inclusivismo: Ireneo, Clemente d'Alessandria, ecc. vedono Dio al lavoro nella storia dell'umanita', ma considerano le altre religioni idolatrie. Fanno una distinzione per la filosofia greca che considerano come una preparazione al Cristianesimo.
Con Costantino, il Cristianesimo divenne religione di stato e in seguito, in quanto tale, si scontro' con l'Islam. Giudei e Musulmani vennero considerati infedeli.
Nel Medioevo troviamo una valutazione positiva del pluralismo: "La pluralita' viene da Dio" (S.Tommaso, S.T. 47,1). Oggi la teologia cattolica puo' attingere a questa corrente medievale molto aperta alla teologia della Creazione e della Trinita'.
Nei tempi moderni troviamo una concezione conquistatrice del Cristianesimo. Tra l'altro il Cristianesimo venne allora in contatto con popoli che non poterono essere semplicemente definiti infedeli. L'Illuminismo poi, sorse anche come reazione al contrasto esasperato delle guerre di religione (soprattutto tra cattolici e protestanti). I romantici, soprattutto in Germania reagirono sottolineando i valori positivi della religiosita'. Schleiermacher cerca l'elemento comune delle religioni. A questo pero' reagi' Barth che pose il Cristianesimo su una base completamente diversa da quella delle altre religioni.
In seguito Rahner cerco' di aprire la teologia cattolica servendosi di due elementi: volonta' salvifica universale di Dio, volonta' che deve essere concreta; natura sociale dell'uomo: Dio non solo opera nella coscienza individuale, ma anche nella situazione sociale-religiosa in cui l'uomo vive (cfr. Theological Investigation, vol.5). Per Rahner tuttavia, le altre religioni sono orientate al Cristianesimo.
Attualmente ci troviamo nella necessita' di una teologia del dialogo inter-religioso, cioe' nella necessita' di una teologia cristiana "esposta agli altri", in dialogo.


Terminato l'incontro coi PP. Heisig e Van Bragt si e' visitato il loro centro di ricerca si e' tornati al Katorikku Kenshu Center dove, dopo pranzo ci si e' riuniti di nuovo per discutere il futuro del Gruppo. I punti in questione erano:
- far conoscere il gruppo ed aprirlo ad altri membri, anche di lingua non italiana;
- eventuale collaborazione con il centro NCC di Kyoto (partecipazione ai convegni organizzati dal NCC, utilizzando cosi' una struttura gia' esistente e alleggerendo il peso organizzativo nostro);
- notificare l'esistenza del Gruppo alla Chiesa giapponese.
Dopo uno scambio di opinioni e di pareri che hanno messo fondamentalmente in evidenza la positivita' del Gruppo e del cammino fatto in questi dieci anni, si e' d'accordo di aprire il Gruppo ad altri membri, anche se con una certa gradualita' tenendo conto della natura effettiva del Gruppo stesso, formato di fatto da missionari e missionarie italiani.
Per questo si ritiene importante trovare un nome al Gruppo, e si sono fatte diverse proposte, ma non si giunge ad una decisione definitiva circa il nome. Si rimane d'accordo di proseguire con un'inchiesta tra i membri e di decidere successivamente.
Sembra inoltre necessario un breve testo di presentazione del Gruppo in giapponese. Cavagna distribuisce una proposta di testo per correzioni o suggerimenti.
Si mette poi in evidenza l'importanza di ritrovare l'impatto positivo con i rispettivi istituti di appartenenza, per diffondere una maggiore mentalita' di dialogo e un piu' profondo interesse alle problematiche ad esso connesse, soprattutto per quanto riguarda la liturgia, l'inculturazione e la riflessione teologica.
Si ritiene positiva la collaborazione con il Centro NCC di Kyoto. Concretamente viene proposta la partecipazione ai convegni per missionari organizzati dal NCC, prevedendo poi un incontro a parte per il Gruppo.
All'unanimita' viene abolito il gruppetto di coordinamento lasciando al presidente e alla segretaria di tenere i contatti tra i membri e organizzare le prossime attivita'.

(relazione di M.De Giorgi, riassunta da Cavagna)