RIFLESSIONI SULL'ATTIVITA' DI DIALOGO DEL GRUPPO
Sedicesimo incontro: 17-18 febbraio 1996 (TOKYO-TAMA)
Il gruppo si e' trovato sabato 17 feb. 1996 nella Casa Regionale del PIME a Tama-shi alle ore 16.
Nel primo incontro c'e' stata la presentazione da parte di Andrea Bonazzi, autore del libro sul "fondamento Filosofico del dialogo".
La discussione ha preso avvio dalla teoria kantiana del superamento delle antinomie applicata alle antinomie dottrinali che si rilevano tra diverse religioni, ma che puo' essere di aiuto anche alla teologia, per esempio per spiegare il rapporto tra dialogo e annuncio, dentro la millenaria tradizione di un sano rapporto tra filosofia e teologia. Su un piano piu' concreto si e' poi cercato di mettere in dialogo il Concilio Vat.II, Kant, il pensiero buddista e Pascal su un tema preciso come "la dignita' della persona umana". Ne sono emersi diversi problemi bisognosi di approfondimento, mentre si e' constatata l'utilita' della proposta di Kant, un filosofo di ascendenza protestante, che dopo l'esperienza delle guerre di religione ha cercato di trovare un fondamento rigoroso e un linguaggio comune per la civile convivenza di religioni diverse.
In serata, durante e dopo l'agape fraterna (con frittelle bergamasche e vini della casa) si e' avuto un libero scambio di esperienze e di problematiche da parte dei partecipanti.
Nella mattinata successiva, dopo la celebrazione della Pasqua settimanale, abbiamo ascoltato una relazione del P. Franco Sottocornola sulla situazione del dialogo nel mondo, soprattutto in riferimento al 1mo incontro tra Buddisti e cristiani organizzato dal Pontificio Consiglio per il Dialogo a Kaoshung, Taiwan (agosto '95) e al dialogo Islam-cattolici.
L'occasione per l'incontro di Kaoshung fu data dalle reazioni suscitate in Sri Lanka da alcune affermazioni (non bene intese) del Papa nel suo libro "Alle soglie della speranza". Il Giappone ha avuto 4 rappresentanti: Nara Yasuaki (Zen), Bando Shojun (Jodo-Shinshu), P.Okumura (carmelitano) e P.Franco. Si tratta del primo incontro a livello mondiale, per cui si e' notata molto la non omogeneita' tra diverse scuole di Buddismo, la quale non permette un approccio unitario.
Tre sono state le tappe del confronto:
1. il fine dove tende il movimento religioso (Dio/Nirvana/liberazione);
2. il Salvatore o colui che porta a questo fine (Cristo/Budda);
3. auto presentazione delle rispettive fedi.
Non c'e' stata una conclusione precisa, ma l'incontro e' stato la premessa per altri incontri probabilmente su scala regionale. Si e' potuto vedere come il dialogo non deve essere solo una irenica ricerca dei punti comuni e non bisogna aver paura di dire apertamente cosa si pensa dell'altro. Se si sbaglia ci si corregge a vicenda.
Il Pontificio Consiglio da due anni sta facendo una inchiesta sulle forme di preghiera interreligiosa, per poter dare delle direttive. Per riflettere sui risultati ci sara' un incontro a Bangalore, India nel luglio '96, a cui partecipera' anche P.Franco.
Il dialogo tra Islam e cattolici presenta oggigiorno uno sviluppo ampio e capillare, urgente e problematico, con risvolti politici e sociali. Anche il Pontificio Consiglio vi dedica la maggior parte di energie, tempo e personale. Come fonti di informazione sul problema si puo' consigliare:
"Pro Dialogo" (boll. ufficiale del Pont. Consiglio), "Asia News" (a cura del PIME e adesso allegato a "Mondo e Missione"), "FABC Newsletter/papiers" (edito dalla segreteria della FABC, Hong Kong).
Per quanto riguarda il dialogo con l'Islam, alcuni si chiedono se sia giusto dialogare con chi non rispetta i diritti umani (Cf. per esempio il governo sudanese). A questo si puo' rispondere che, se si aspetta le migliori condizioni il dialogo puo' anche non incominciare mai. In certi casi il dialogo e' l'unica cosa che si puo' contrapporre agli integralismi. Dialogare con l'integralismo non vuol dire approvare, ma serve ad allentare (in inglese "defuse") le tensioni prima che esplodano.
In questo senso raccoglie molto consenso l'atteggiamento del Card. Martini il quale offre accoglienza e simpatia a tutti, ma insiste fermamente (anche a livello diplomatico) nel chiedere reciprocita'.
Per noi che siamo in Giappone, il referente naturale sono senz'altro le religioni giapponesi, ma possiamo e dobbiamo tener presente anche il dialogo con l'Islam, vista la portata e lo sviluppo che sta prendendo.
Nel secondo incontro della mattinata si e' data una rapida occhiata ai problemi e alle prospettive del nostro gruppo. Come primo problema il presidente P. Celestino Cavagna sollecita un cambiamento di guardia (gia' in programma da diverso tempo), per cui dopo un rapido scambio di idee e vista la disponibilita' degli interessati si decide di scegliere seduta stante un nuovo presidente e vicepresidente nella persona rispettivamente di P. Bonazzi e Sr. Luisa Gora i quali si impegnano a convocare le adunanze nei prossimi due anni.
Per il prossimo incontro si e' pensato alla data del 27-28 settembre '96 (come alternativa il 17-18 o 18-19 sett.) al SEIMEIZAN dove potremo incontrare il Rev. Nabeshima (Tendaishu) e astri permettendo praticare un po' di "moon viewing". Qualcuno aveva proposto anche un incontro con P. Oshida (domenicano) e con "HONMICHI" una nuova religione con sede principale nella provincia di Osaka, entrambe le proposte saranno tenute presenti per una successiva programmazione.
Un programma piu' dettagliato del prossimo incontro penso di poterlo comunicare piu' avanti. Se avete suggerimenti o problemi per la data vi prego di comunicarli a me oppure direttamente a P.Franco.
A tutti i migliori saluti e auguri di un buon apostolato.
Andrea Bonazzi (a cura di) Amagasaki 22 feb. 1996
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