RELAZIONE DELLE ATTIVITA' E VISITA A NABESHIMA SENSEI, MONACO BUDDISTA TENDAI
diciassettesimo incontro: 27-28 sett. 1996 (Seimeizan - KUMAMOTO)
L'incontro si e' svolto al Centro Seimeizan (Kumamoto ken). Il gruppo e' stato accolto da P.Sottocornola e da P.Codenotti.
P. Bonazzi, dopo i saluti, da' l'avvio ai lavori e presenta il programma di massima fino al giorno successivo.
P. Sottocornola inizia quindi la relazione dell'incontro svoltosi a Bangalore (India) dal 5 al 9 luglio di quest'anno, presso un'istituzione tenuta dai Cristiani Malabaresi, sul tema della preghiera Inter-religiosa.
L'incontro e' stato promosso dal Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso da parte cattolica e dall'Ufficio delle Relazioni con le altre Religioni da parte protestante. Preceduto da un'Inchiesta (Ecumenical Consultation on Inter-religious Prayer) svoltasi nel periodo di due anni, l'incontro si proponeva una prima valutazione dei risultati di tale Inchiesta.
Da parte cattolica l'Inchiesta era stata mandata a un centinaio di diocesi, di cui una ventina circa avevano risposto (Inghilterra, Germania, 0landa, Francia, Sud-Africa, India ecc. Ne' l'Italia ne' il Giappone avevano risposto, forse perche' il fenomeno non e' cosi' diffuso). La percentuale di risposte ottenute da parte protestante e' stata simile a quella dei cattolici.
Per quanto riguarda il numero delle presenze, c'erano circa dodici protestanti, altrettanti cattolici e tre ortodossi.
Alcune personalita' non cristiane erano state invitate a dare un parere sui risultati dell'Inchiesta. Gli interventi sono stati in generale di tono piuttosto conciliante.Sono state presentate anche quattro esperienze, su come era stata vissuta l'esperienza della preghiera Inter-religiosa. Una laica cattolica filippina ha parlato di un gruppo di cristiani e buddisti e della loro esperienza di preghiera. Un Professoressa ha parlato di come era riuscita a conciliare in se' cristianesimo e buddismo. Un monaco benedettino ha raccontato come era avvenuto l'inserimento della loro comunita' in una zona non cristiana dell'India del nord e come erano riusciti a suscitare l'interesse delle persone colte della citta' e momenti di preghiera in comune. Una brasiliana, pastore di una chiesa luterana, ha raccontato la sua esperienza di preghiera a San Paolo, con un gruppo di appartenenti a una religione autoctona.
A conclusione dei lavori, il pastore Gerre Lubbe per i protestanti ha dato alcune piste di riflessione, a partire da un approccio sociologico.
P.Franco Sottocornola per i cattolici ha proposto alcune riflessioni teologiche, sottolineando che la preghiera Inter-religiosa non puo' prescindere da un atteggiamento che manifesti con chiarezza la propria identita' e abbia rispetto per l'altro.
Un numero consistente dei presenti sembrava propendere piuttosto per un atteggiamento conciliante, un tipo di preghiera con un minimo comune denominatore, accettabile cioe' e dall'una e dall'altra parte.
L'elaborato finale approvato dai presenti recupera l'una e l'altra posizione.
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Dopo la preghiera dei Vespri, recitata in un clima di silenzio, contemplando il tramonto del sole, e dopo la cena con cucina giapponese tipica del Seimeizan, i lavori proseguono con uno scambio di informazioni sulle varie attivita' di dialogo dei singoli.
P.ALLEGRINI parla di un gruppo di studio organizzato da laici buddisti, al quale e' regolarmente invitato a partecipare. Vengono trattate varie tematiche e P. Allegrini di solito da' alcune conclusioni alla fine. Alcuni di questo gruppo si sentono in dovere di ricambiare e partecipano a incontri sulla Bibbia (tra essi un bonzo che viene regolarmente). Parla anche del libro uscito recentemente (Kokoro no Shiruku Rodo), che raccoglie lettere sue e del bonzo Ide. E' gia' alla quarta ristampa e si sta dimostrando un ottimo strumento di presentazione del cristianesimo ai non cristiani, forse proprio perche' c'e' anche la parte del bonzo e le risposte di P.Allegrini toccano interrogativi che la gente si pone sul cristianesimo.
P.CAZZANIGA accenna alla sua attuale esperienza di parroco a Fukuoka. Si e' accorto che molte mamme, staccate dalle tradizioni religiose delle campagne, sentono il bisogno di pregare e ritiene che le nostre chiese in genere dovrebbero essere piu' aperte ad accogliere questi gruppi. Ritiene inoltre che il nostro gruppo potrebbe offrire una "traduzione" di formule astratte in termini accessibili alla gente e svolgere cosi' anche un servizio "pastorale", di cui la chiesa giapponese ha tanto bisogno.
OTA AYAKO dice che nella sua parrocchia a Tokyo sono riusciti a tradurre due numeri della Lumen Gentium con il parroco P.Sawada, nel tentativo di rendere il contenuto un po' piu' "commestibile". Purtroppo le traduzioni attuali dei documenti del Concilio Vaticano II sono troppo astratte e restano di fatto incomprensibili. Ayako ci lascia alcune copie di una decina di artico letti sulla catechesi apparsi sul foglietto mensile della parrocchia e vari testi di "Ari no machi no hohoemi" di Paul Green.
LUISA GORI parla del suo lavoro con le studentesse all'universita' Kaisei di Kobe e delle possibilita' di dialogo e annuncio che tale attivita' offre.
CLAUDIO CODENOTTI accenna brevemente alla sua attivita' al Seimeizan, ai contatti con la gente del villaggio, all'attivita' di volontariato in una casa di riposo per anziani e in un istituto per ritardati mentali. Ritiene che la "gratuita'" del nostro servizio sia un elemento molto importante.
PIERGIORGIO MANNI ricorda come uno degli obiettivi del nostro gruppo sia di tenere vivo l'interesse per il dialogo nelle rispettive Congregazioni. Ci informa inoltre che quest'anno, al corso di studio per Maestre di Asili Cattolici della diocesi di Osaka, ha invitato a parlare Kaneko Sensei, un bonzo di Omura (Nagasaki ken), ben conosciuto in Giappone. Le Maestre sono state molto colpite dall'esperienza di malattia del bonzo e di come l'aveva affrontata, la cura da lui avuta per la mamma anziana e i suoi contatti con i cattolici (in particolare con le suore dell'Annunciazione di Nagasaki.
P. MENEGAZZO vedrebbe l'opportunita' per il nostro gruppo di avere incontri con temi stabiliti, con precisi lavori di ricerca, scambio di dati anche attraverso computer ecc.
Seguono alcuni interventi sulla opportunita' di usare l'INTERNET.
P. Celestino ha gia' inserito sull'INTERNET il nostro gruppo e i verbali degli anni passati.
P. ANDREA da' ai presenti una copia del libro "Kyodo Shiboku wo mezashite" (Verso il ministero d'equipe), da lui tradotto dall'inglese. Parla inoltre delle possibilita' di dialogo all'universita' Eichi dove insegna cristianesimo. Gli e' stato affidato anche di curare la messa settimanale (cui partecipano molti non cristiani) e momenti significativi quali Natale ecc. Partecipa anche al gruppo "Teologi Cattolici Giapponesi" che comprende circa duecento teologi giapponesi. Da due anni viene preso in esame il tema del dialogo Inter-religioso. Anche al gruppo che riunisce i rappresentanti delle Universita' cattoliche per l'insegnamento di scienze religiose o materie simili, e' stato preso in esame quest'anno il tema del dialogo.
Per quanto riguarda la prospettive di questo gruppo, P. Andrea vede positive anche le visite di studio fatte finora (Ise, Risshokoseikai ecc.), oltre naturalmente alle ricerche a livello accademico o pastorale.
P. Allegrini suggerisce di tenerci in contatto con gruppi che abbiano finalita' simili alla nostra.
Ota Ayako fa la proposta di invitare P. Sawada ai prossimi incontri. Tale proposta e' accettata dal gruppo.
P. Franco fa passare una copia della tesi di Maria De Giorgi, tesi di licenza in Missiologia presso l'Universita' Gregoriana, sul pensiero di Shinran alla luce del Vaticano II.
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Circa il PROGRAMMA per il PROSSIMO INCONTRO, si fissa grosso modo la data 21 luglio (pranzo) - 23 luglio (pranzo) 1997, a Izumi Sano (Osaka), nella nuova sede regionale dei Saveriani. Il pomeriggio del 21 prevede una riflessione sulla situazione e prospettive del gruppo, guidata da P.Menegazzo. Il 22, visita a HONMICHI, Sennan e il 23 scambio di riflessioni e programmazione.
I membri sono invitati a portare eventuali articoli o altro materiale di ricerca, da mettere a disposizione degli altri membri.
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Sabato 28 settembre, dopo la recita di Lodi alla vista del Monte Aso in lontananza nei colori dell'aurora, zazen e la celebrazione della Messa, si parte subito dopo colazione.
Tranne P. Allegrini e P. Mengazzo, rientrati nelle rispettive parrocchie, il gruppo si dirige verso la cittadina di Yame, al tempio Kiyomizudera, che ha 1.200 anni di storia. Siamo accolti molto cordialmente da Nabeshima Sensei, amico di P. Franco, che ci parla della sua esperienza religiosa. Appartiene al buddismo Tendai, che fa capo al monte Hiei di Kyoto. A 31 anni ha fatto shugyo per cento giorni sul monte Hiei, camminando quasi continuamente (ogni giorno circa 30 km.), tranne brevi momenti per dormire. Fatica, dolore fisico, stanchezza si accumulano in tale esperienza, e l'incontro coi Maestri che lungi dal dirti "poverino, sei stanco", ti sgridano e ti spronano, fa sprigionare in te energie insospettate. La cosa piu' importante e' "pregare senza mettere condizioni". Si fa esperienza di un mondo che supera la logica umana. Solo a questo punto si capisce che cosa sia la religione. Naturalmente e' importante fare queste esperienze di shugyo con atteggiamento di ricerca e desiderio sincero di un incontro con qualcosa che ti supera. Bisogna scendere fino al nostro sub-conscio, viceversa non e' possibile raggiungere "satori" ne' si trovera' soluzione al problema del dolore. Attraverso la preghiera, intesa come meditazione, diventa possibile "Ricevere il cuore del Buddha, Risvegliarsi al cuore del Buddha". Solo questa e' vera preghiera e da qui nasce gioia e senso di liberazione.
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Il programma si conclude con la visita a Dazaifu e al tempio buddista Komyoji (Zen), dopo di che ognuno ritorna alla propria sede, per vivere il DIALOGO nel vissuto quotidiano.
Con la preghiera e l'augurio che il Signore benedica l'attivita' di ciascuno, un saluto cordiale a tutti, fino al prossimo incontro.
Luisa Gori
Izumi, 13 ottobre 1996
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