RELAZIONE DELL'INCONTRO CON LA RELIGIONE GIAPPONESE "HONMICHI-KYO", LA VERA VIA

diciottettesimo incontro: 21-23 luglio 1997   (Izumi Sano - OSAKA)



L'incontro si e' svolto nei giorni 21-23 luglio 1997 a Izumi Sano (Osaka), nella casa regionale dei Padri Saveriani.


Dopo l'arrivo e la sistemazione, P. Bonazzi da' il benvenuto a tutti e da' l'avvio ai lavori, passando la parola a P. Menegazzo che presenta il suo intervento su
"Prospettive e possibilita' di collaborazione per un gruppo come il nostro nel campo del dialogo interreligioso".
Esso comprende un'introduzione, una parte circa la strumentazione tecnica di ricerca, una circa l'ambito di ricerca, proposte circa la periodicita' e lo scopo degli incontri.
Segue uno scambio di pareri, in particolare sulla opportunita' o meno di tenere come scienza di riferimento la fenomenologia storica delle religioni, di favorire ambiti di comune utilita' (mito e rito in particolare) e di precisare una metodologia di catalogazione. Si e' dell'avviso comunque di riprendere e approfondire queste proposte nel prossimo incontro.
Segue la recita di vespri e la cena.

Dopo cena si ha uno scambio di informazioni sull'attivita' di dialogo svolta dai vari membri del gruppo. P.Bonazzi consegna a tutti la seconda parte di una sua ricerca su "Kami no sonzai wo shiru michi" (Vie per conoscere l'esistenza di Dio), apparsa sulla rivista annuale del Centro di ricerca di cultura cristiana dell'universita' Eichi, e la copia di un articolo (La dignita' della persona umana, Buddismo e Cristianesimo) apparso quest'anno in Italia sulla Rivista di Teologia Morale n.114, aprile-giugno 97.
P.Sawada ci ha consegnato la traduzione della lettera di una signora giapponese convertitasi al cattolicesimo. Essa ritiene che la Chiesa Cattolica abbia saputo assimilare le religioni indigene. Nel suo caso, per esempio, se le fosse stato richiesto di eliminare del tutto le religioni di prima, cio' sarebbe equivalso a negare come non-senso il suo passato e di conseguenza a perdere la propria identita'.
Anche gli altri danno una breve relazione delle loro attivita'. Celestino Cavagna in particolare riferisce che gli e' stata richiesta la traduzione in giapponese delle relazioni degli incontri del nostro gruppo, da lui inserite gia' da tempo in italiano sulla sua pagina di Internet, e presenta un suo articolo pubblicato su "The Japan Mission Journal" della primavera 97, dove parla della sua esperienza di meditazione Zen.

Il giorno successivo, martedi' 22, dopo lodi, messa e colazione, partiamo in pullmino verso Takaishi (poco piu' di mezz'ora), per la visita alla sede centrale di Honmichi. La famiglia Yamahara fedeli di Honmichi (marito, moglie, quattro bimbi e la nonna), che conosce P.Bonazzi, viene appositamente da Sennan per stare con noi tutto il giorno. Dopo una visita ai vari edifici del complesso, ci vengono fatti vedere due video sugli inizi e sugli insegnamenti di questa religione.
Segue un'ora circa di domande e risposte con tre responsabili del gruppo e alcuni fedeli.

Dopo un sobrio pranzo self-service nel refettorio comune, partecipiamo a due ore di spiegazione dei loro insegnamenti, insieme a numerosi seguaci di questa religione, molti di essi giovani e ragazzi.
"Honmichi" (La Vera Via), e' stata fondata nel 1913 da Ohnishi Aijiro, che era stato precedentemente un seguace della religione Tenrikyo. Vi si insegna che nelle epoche precedenti l'umanita' era ancora bambina e le religioni di allora erano adatte a quei tempi. Finalmente pero' l'umanita' ha raggiunto un grado sufficiente di maturita' e Kami sama (la divinita' chiamata anche Tsukihi, principio negativo e positivo, femminile e maschile) ha insegnato la Vera Via all'umanita' attraverso Ohnishi Aijiro, considerato Tenkeisha (Colui che ha ricevuto la Rivelazione dal Cielo). Tsukihi sama usa vari altri kami per creare l'universo e l'uomo. Il nostro corpo e' semplicemente preso in prestito e lo restituiamo al momento della morte. Di nostro c'e' solo il "kokoro" (il cuore e la mente). La vera gioia dell'uomo consiste nell'aiuto scambievole.

Dopo le due ore di lezione, ci troviamo per circa un'altra ora con alcuni responsabili per una conversazione.
L'accoglienza da parte loro e' stata molto cordiale. Abbiamo incontrato persone sinceramente convinte di aver trovato la verita' e che vivono in atteggiamento di gratitudine, felici che altri possano scoprire la stessa verita'.

Rientrati alla casa regionale dei Saveriani (tutti, tranne P.Sawada che era rientrato a Tokyo alla fine della visita a Honmichi), dopo i vespri e la cena ci si incontra per uno scambio di idee sull'esperienza fatta. Tutti la consideriamo come assai positiva, per la conoscenza diretta di questa religione attraverso l'incontro con alcuni seguaci; per i tanti bimbi visti al loro centro (apertura alla vita, fede in Dio che non puo' non proteggere chi si fida di lui); per la parte notevole che alcune persone hanno svolto, nel testimoniare con semplicita', spontaneita' e convinzione la propria esperienza.

Il mattino dopo, mercoledi' 23, dopo lodi, messa e colazione, ci ritroviamo insieme per le ultime cose da decidere.
Si fissa il prossimo incontro alla casa regionale del Pime a Tokyo (Tama), per il 12 e 13 marzo 1998. Giovedi' 12 inizio verso le 9:00 con un intervento di P.Sawada, nel pomeriggio uno di P.Menegazzo e la sera scambio di informazioni; venerdi' 13 mattina, Giuliano ci guidera', a partire da un opuscolo da lui preparato, in una riflessione sull'Eucarestia, dal punto di vista della simbologia (rito e mito), nella prospettiva del dialogo.

Tra le cose che il gruppo del dialogo puo' fare e' di rendere disponibile la bibliografia di testi o altro materiale utile al dialogo in possesso di ognuno, perche' ce lo si possa scambiare in caso di necessita'. Percio' tutti i membri del gruppo (anche gli assenti), sono invitati a preparare e a spedire a Celestino (possibilmente su supporto elettronico), una bibliografia dei testi in loro possesso e utili al dialogo, secondo lo schema AUTORE, TITOLO, EDITRICE, ANNO, NUMERO DI PAGINE.